Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.
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mercoledì 24 ottobre 2007

Gimme more…pills.

Il fatto lo conoscete tutti ed è questo, la nota vicenda del bambino di dieci anni che in una scuola di Marzocca, vicino a Senigallia, avrebbe "sequestrato" la propria classe, solo che gli accadimenti non sembrano essere andati "esattamente" come descritti dai giornali (ma che strano!)

Riporto da questo articolo uno stralcio dell' intervista alla direttrice Fulvia Principi:

Su quanto avvenuto giovedi?
"Posso dire che non è successo nulla di serio e che le cose non sono andate proprio come sono state riferite. La maniglia della porta si è rotta in maniera accidentale e non è stata forzata. E’ vero che l’alunno ha preso da un armadietto chiuso a chiave il martello e le forbici. Ma subito dopo si è calmato da solo e la situazione si è normalizzata. Della vicenda ho comunque informato le famiglie tramite il rappresentante di classe".

Mentre invece ad esempio, "La Stampa" ci riferiva che

"Dopo aver bloccato la porta dell'aula facendo a pezzi la maniglia con un martello, ha preso in mano le forbici."

Sempre dal pezzo a firma di Lucia Mosca, che non si imbarazza neanche a tirare in ballo "la strage al campus di Columbine" cito:

"Dall'inizio dell'anno scolastico, il bimbo si sarebbe infatti reso protagonista di un lungo elenco di marachelle. Un baby-bullo in piena regola, che non si sarebbe fatto scrupolo di minacciare e picchiare più volte i compagni di scuola, tornati a casa con graffi e lividi. Ogni volta il corpo docente non è stato a guardare e ha fatto il possibile per imporsi con l'alunno turbolento. Niente da fare. I rimproveri degli insegnanti non hanno sortito alcun effetto."

Dunque (mi rivolgo a voi genitori che avete figli che combinano marachelle) se i rimproveri NON funzionano, sappiate che siete autorizzati a far intervenire Carabinieri, Servizi Sociali (SS, come Spirito Santo, Strada Statale e Schutz Staffeln), Procura dei minori e quant'altro.

Qualche anno fa si sarebbe risolto tutto con una sana sculacciata, ma tant'è.

Bellissima poi la chiosa che trovate qui:

"Un caso che secondo Pastore fa riflettere anche su un tema poco dibattuto quello dell’immigrazione interna, non extracomunitaria ma da altre regioni italiane, generalmente del sud, di bambini e ragazzi che a volte non si sentono accettati, non si integrano. Fino a fare gruppo a sè nel caso dei ragazzi più grandi, magari rendendosi protagonisti di atteggiamenti violenti."

Traduzione: i terroni non sono proprio negri ma quasi.

Per vostro personale sollievo, sappiate comunque che, se i mezzi deterrenti enumerati in precedenza per sedare questi "bambini troppo irrequieti" ed anche un po' negri e terroni non dovessero bastare, potete coadiuvarli con qualche pillola di metilfedinato .

Qualche bella pasticca e passa la paura...

...o no?

Vi lascio allo stupendo video dei Porcupine Tree.


venerdì 12 ottobre 2007

Sardanapalo



Era proprio necessario sciegliere QUESTO come simbolo per la vostra regione?

E poi vi lamentate se vi trattano come negri :P

***
12 ottobre 2007

Germania, per lo stupro sconto all'imputato sardo
di Valentina Maglione

Provenire dalla Sardegna vale uno sconto di pena per violenti e stupratori. Questo, almeno, secondo i giudici tedeschi del tribunale di Buckeburg, nel Land della Bassa Sassonia, che hanno condannato a sei anni di reclusione un 29enne cagliaritano emigrato in Germania, che, per tre settimane, ha tenuto reclusa, picchiato, violentato, tormentato, drogato e umiliato la fidanzata lituana. Perché sospettava che lei lo tradisse.

Una pena tenue rispetto ai margini previsti dal Codice penale tedesco per la violenza carnale – non meno di due anni e fino a 15 di reclusione –, diminuita anche in virtù «delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. È sardo», si legge nella sentenza.
Gli effetti dell'attenuante delle "origini sarde" si sommano agli sconti concessi perché «non poteva essere esclusa nell'imputato una notevole diminuzione della facoltà di controllo».

E a favore del cagliaritano hanno giocato la circostanza «che finora non si è fatto penalmente notare» e la piena confessione.
Ma i giudici sono poi passati a valutazioni di natura più "personale". Il ventinovenne, «come cittadino italiano che deve vivere separato dalla sua famiglia e dalla sua cerchia di amici è particolarmente sensibile alla reclusione». E «i reati sono stati un efflusso di un esagerato pensiero di gelosia». E poi il condannato «è un sardo. Il quadro dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusa – precisano i giudici – ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante».
Questo, benché la sentenza riconosca che «l'imputato ha pianificato e agito in modo straordinariamente spietato» e accusi il «trauma durevole» provocato alla ex fidanzata.
La pronuncia risale a un anno fa, ma è stata diffusa solo ora perché il legale del condannato, l'avvocato cagliaritano Anna Maria Busia, ha ottenuto una copia tradotta in italiano e si è accorta della concessione dell'attenuante "culturale" che lei non aveva chiesto. E la prima a essere «scioccata» e a parlare di «sentenza razzista» è proprio l'avvocato Busia, che ieri ha spiegato a Radio24 di aver chiesto che il condannato possa scontare la pena in Italia. L'udienza per il trasferimento è prevista il 23 ottobre in Corte d'appello a Cagliari.
Accuse di razzismo e di ignoranza e voci indignate si sono levate dal mondo politico, senza distinzione di schieramenti: dagli indipendisti sardi a Rifondazione e Pdci fino ad An, passando per Ulivo, Udeur, Forza Italia e Lega, tutti si sono scagliati contro l'attenuante "culturale". Il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, ha puntato il dito contro «un esempio di razzismo contemporaneo» e Mario Segni ha parlato di «offesa per la giustizia e la Sardegna». E da più parti è stato ricordato che nell'isola vige il matriarcato e le pene per chi stupra una donna erano severe già nel Medioevo.
Ma il tribunale di Buckeburg si difende. La portavoce Birgit Brueninghaus ieri ha fatto sapere che lo sconto di pena non è stato concesso al condannato per le sue origini sarde, che sarebbero state prese in considerazione solo per contestualizzare la sua «spiccata gelosia».

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